3 Buoni motivi per interessarsi all’IOT

ottobre 7, 2016


Quando internet esplose nel 1994 erano solo 25 milioni le persone connesse. Ben 3 miliardi di persone dopo internet ha ormai ridefinito il modo in cui il mondo interagisce, riorganizzando perfino l’essenza stessa delle società.

Oggi l’evoluzione naturale del web si chiama Internet of Things, e la sua portata rivoluzionaria è molto simile a quella che spettò non molti anni fa ad internet.

Si tratta di terreno talmente fertile da poter generare innumerevoli conversazioni, al punto che forse sarebbe saggio partire da una semplice domanda: perché interessarsi all’IOT?

Ecco 3 buoni buoni motivi che interessano chiunque:

1. L’INTERNET OF THINGS RIGUARDA TUTTO

infographic-iot-top-10Non si tratta di un concetto amorfo come potrebbe sembrare. Al contrario l’IOT investirà, se non lo ha già fatto, qualsiasi campo.

Le applicazioni già esistono e alcuni prevedono che entro il 2020, ben 50 miliardi di device saranno governati attraverso l’IOT. Parliamo di abbigliamento intelligente, smart home, smart car, smart city, e la lista potrebbe essere infinita addentrandosi nel dettaglio di queste e altre macro categorie. L’internet of things aumenterà la nostra produttività e creerà una percezione aumentata del mondo che ci circonda.

Come nessuno di noi vorrebbe tornare ad un telefono che sia solo un telefono, allo stesso modo nessuno saprà più rinunciare ad un mondo senza IOT.

2. DATI E PRIVACY

lock-circuit-image-securityUn flusso continuo di dati e informazioni sarà necessario per mantenere il collegamento effettivo tra mondo reale e architetture software. Gli oggetti dovranno continuamente ricevere informazioni dettagliate e interagire a loro volta inviando dati tramite un numero sempre maggiore di sensori.  Già oggi ci rendiamo conto di come ogni nostra giornata sia trasformata in un flusso di informazioni, basti pensare allo stesso Facebook che elaborando tutte le nostre preferenze ci mostra, di giorno in giorno, solo ciò che è più rilevante per noi.

I dati saranno la parte fondamentale della rivoluzione IOT, rendendo necessaria una maggiore consapevolezza e coinvolgendo chiunque nel dibattito riguardo la sicurezza e la tutela della privacy.

 

3. NUOVA ECONOMIA

Il McKinsey Institute prevede che entro il 2025 l’impatto economico dell’IOT sarà di oltre 1000 miliardi, l’11% dell’attuale economia globale. Sulla stessa scia si pronunciano molti degli analisti più influenti, evidenziando come in pochi anni aziende e enti pubblici di qualsiasi dimensione si adegueranno al nuovo trend economico e di sviluppo.

Si tratterà quindi di una duplice corrente che spingerà sia l’utente finale che i creatori di beni e servizi verso un mondo più interconnesso. L’IOT è quindi un settore complesso, che renderà necessaria una forte interazione tra tutti gli attori del mercato, uniformando standard che oggi sono spesso dispersivi.